Project Description

JULICO

Biografia

Julico (Julián Corradini) viene da una famiglia di musicisti. E’ autore, compositore, chitarrista, scrive e suona in Europa e in Sudamerica. Già fondatore dei Turkish Café e de La Terapia Latina, ha aperto, tra gli altri, i concerti di Fabi, Capossela, Vecchioni, Bandabardò, Marlene Kuntz, Pil y Los Violadores, Rachele Bastreghi, Marta sui Tubi.

Dopo un’intensa tournée in Argentina, ad aprile 2017 è uscito in Italia e nelle piattaforme digitali il secondo album di Julico, dal titolo “SOS”.
In questo nuovo progetto, prodotto dall’etichetta 22R Edizioni Musicali, con il gioco di parole in spagnolo tra SOS come “emergenza” e SOS come “tu sei”, Julico trova il suo modo di far capire che in un mondo frettoloso e superficiale, l’emergenza diventa prenderci il tempo di fermarci, ascoltarci con attenzione e sorridere sapendo chi siamo.
L’album è un mix di grinta e colori, una miscela tra ritmi sudamericani e canzone europea, che si presenta dal vivo in un live allegro, festoso e coinvolgente, dove presenta le sue canzoni, condite da alcuni brani famosi sudamericani ed una piccola parentesi di Tango tradotto da lui all’italiano, anticipando un personale progetto linguistico-culturale chiamato “Tango Italiano” al quale sta lavorando.

Nato a Mar del Plata (Argentina), ha accompagnato la sua famiglia nell’emigrazione verso l’Italia, arrivando a Fermo, nelle Marche, dove è cresciuto. Questo si vede riflesso nelle sue composizioni, nelle quali descrive la profonda dualità che si crea in quelli che hanno dovuto abbandonare la propria terra natia in cerca di migliori orizzonti. Per questo motivo le sue canzoni esprimono il costante andare di coloro che hanno compreso che la vita è un viaggio eterno alla ricerca del mondo, fuori e dentro di noi.
Ha pubblicato quattro album, due dei quali come “Julico” e due con i “Turkish Café”, ricevendo premi in molti concorsi e arrivando finalisti ad Area Sanremo nel 2015 e 2016; vince il festival Musicultura 2015, ricevendo anche il premio S.I.A.E. dedicato alla miglior musica.

“Le mie canzoni vengono dal mondo di chi vive nell’andare e nel “volver” tra i continenti, dal marciapiede dove giocavo al “fútbol” alle dolci campagne marchigiane, dai bisnonni partiti con le navi ai nipoti tornati con l’aereo. Mi piace pensare alla mia musica come a un eterno viaggio alla scoperta, per descrivere il mondo dentro e fuori di me. Un biglietto di andata e ritorno al contrario: quando il partire è sempre un tornare, e il tornare è sempre un partire. Il mio slogan? Buena Onda!”.