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Marco
Berry, definito dalla stampa il vero "Erede di Houdini",
ripropone in versione moderna tutti i più spettacolari esperimenti
del suo celeberrimo predecessore. Maestro del brivido, Berry è
specializzato in autentici numeri "d’evasione"
mozzafiato, riesce a liberarsi da una camicia di forza, catene,
manette, corde, lucchetti e qualsiasi attrezzo possa costringerlo.
La cronaca inizia ad interessarsi di lui nell’84 quando in
occasione dei festeggiamenti del fiume Po a Torino, si fa
incatenare, rinchiudere in una cassa e gettare nelle sue acque,
riuscirà a fuggire in un minuto. L’anno successivo in questura si
libera da un paio di manette d’ordinanza in 10 secondi; nel ’90
allo stadio Comunale di Torino, appeso per le caviglie ad un
elicottero all’altezza di 50 metri sulla verticale del campo,
evade da uno strumento di tortura che lo imprigionava;
quest’ultimo micidiale esperimento è il primo di una serie di
"Evasioni" spettacolari: costretto di fronte ad una
balestra caricata a tempo, rinchiuso dentro un bidone in acciaio
colmo d’acqua ed altre sempre più rischiose e straordinarie. Nel
’90 introduce nel proprio modo di lavorare su di un palco, una
nuova forma di spettacolo: il Cabaret che personalizza con il
pretesto dei giochi di prestigio e crea dei piccoli siparietti
teatrali maestralmente diretti dalle sue capacità di
"entertainer" e subito è ospite delle maggiori
manifestazioni di cabaret tra le quali "Ridi a Ponente" e
il "Festival Nazionale del Cabaret" a Torino. Impegnato
nella ricerca di sempre nuove forme di spettacolo e intrattenimento
per arricchire il suo bagaglio artistico, scrive con Roberto
Petrolini uno spettacolo teatrale e lo interpreta nella parte di un
sacerdote moderno che esorta i suoi fedeli a seguirlo e ad
abbandonare e liberarsi dalle inibizioni, tutta la funzione
religiosa è accompagnata da "gospel " , ne risulta una
vera pazzia collettiva con il pubblico che salta e balla sulle
sedie. Lo spettacolo di Marco non lo si può definire di magia o di
cabaret; probabilmente non si può definire in alcun modo...diverte
e avvince per diversi motivi: la faccia dell’artista e soprattutto
il pubblico. Come? Sì, può apparire strano, ma è proprio il
pubblico l’ingrediente comico, il catalizzatore della risata.
Berry coinvolge gli spettatori e li introduce nello spettacolo
creando esileranti situation-comedy. La grande magia di Berry è la
capacità di trasformare in un grande gruppo di amici che a turno si
raccontano delle storie; l’intuire chi tra i presenti ha voglia di
diventare protagonista del racconto, ma soprattutto riuscire, sin
dai primi istanti, ad avvolgere con la magia il pubblico che riesce
a sentirsi a proprio agio, sia in platea che sul palco
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