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Jimmy Fontana

La carriera artistica di Jimmy Fontana, nasce sulle basi di una solida passione giovanile: il jazz. Poco più che ventenne, Jimmy lascia la provincia marchigiana per entrare a far parte di una delle più importanti jazz-band della capitale; diviene subito uno dei più apprezzati cantanti di jazz ed é in questo periodo che ha la fortuna di incontrare un musicista che si rivelerà particolarmente importante per la sua carriera: Ennio Morricone. E’ infatti proprio Morricone che lo presenta alla casa discografica RCA, allora vera madre di tutti i più grandi artisti italiani, con la quale Jimmy stipula il suo primo contratto artistico. Siamo agli inizi degli anni '60 e dopo un periodo di ambientamento Jimmy scrive il suo primo successo "Non te ne andare" che gli procura già una buona popolarità. E’ tuttavia nel 1965 che si verifica la sua completa consacrazione ad artista di livello internazionale grazie alla canzone "Il mondo", da lui scritta e magistralmente interpretata; di questa canzone saranno oltre cento le versioni pubblicate in tutto il mondo.
Dopo questo grande successo prosegue la sua produzione artistica con momenti di autentica ispirazione culminanti con altrettanti successi quali "La mia serenata" (Disco per l'estate 1967), "Guantanamera", "Pensiamoci ogni sera", "La nostra favola" (Cantagiro 1969), "L'ultima occasione" (interpretata da Mina e da Tom Jones). Fra l'altro Jimmy é protagonista e vincitore del Festival mondiale della canzone che si tiene a Rio de Janeiro nel 1968 al quale partecipano i più grandi artisti del mondo; basti pensare che seconda si classifica Patty Austin e terzo George Fame. Ultima perla di quel periodo é l'indimenticabile "Che sarà" (Sanremo 1971 ), canzone simbolo delle musica leggera italiana, da lui scritta in collaborazione con Franco Mlgliacci ed interpretata da un giovane astro nascente della musica internazionale: Josè Feliciano.
Successivamente a "Che sarà" continua il suo impegno artistico, ma con minore intensità, anche perché "distratto" dalla sua numerosa famiglia: una moglie, (Leda) e quattro figli con i quali ha passato gli anni successivi tra campi da tennis (sua grande passione), scuole e palestre sportive. Nel 1982, con qualche anno in più ma con ritrovata grinta, presenta a Sanremo "Beguine", una canzone particolarmente allegra ed orecchiabile che ottiene un ottimo successo. In quel Festival ha l'occasione di rincontrare Riccardo Del Turco, altro importante cantante dei tempi andati ed è proprio con lui, Nico Fidenco e Gianni Meccia che dà vita ai "Superquattro", una formazione che nasce dalla sua inventiva e che dà inizio al fenomeno del “revival” degli anni sessanta che ha vivacizzato il mondo della musica leggera e che dura tuttora.
Con questa formazione nasce anche una nuova produzione artistica e discografica di grande rilievo. L’idea di unire insieme quattro colonne portanti della musica leggera italiana genera unanimi consensi e dà ai quattro artisti la possibilità di mettersi nuovamente in luce proprio come qualche anno prima. Ultima perla, in ordine dl tempo, e' la scrittura avuta dalla RAI per il programma "Domenica ln" anni 95/96 che lo consacra definitivamente come uno del più grandi artisti del dopoguerra. Continua quindi il suo viaggio, che non é più solo musicale, con grande professionalità e riconosciuta abilità; Segue i propri figli Luigi, Andrea e Roberto, impegnati nello stesso cammino musicale e Paola, unica femmina e medico chirurgo, continuando la sua presenza sui palcoscenici di tutto il mondo per trasmettere con le sue canzoni e la sua voce, emozioni vere, sincere e mai dimenticate.

 

 

 

 

 

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